>> LA STORIA DELLA CHIESA DI SAN ROCCO
La Storia

La chiesa di San Rocco sorge nella parte sud del paese di Somma Lombardo; originariamente eretta in una zona campestre, oggi risulta circondata dall’abitato, perdendo così il suo carattere di “oratorio di campagna”.

Caratteristica è la sua attuale forma: l’edificio risulta infatti composto da due corpi di fabbrica, l’uno inglobato nell’altro. Fatto questo che sottolinea proprio la trasformazione dell’ambiente circostante da rurale a cittadino: aumentando infatti la moltitudine dei fedeli, divenne impellente la necessità di ampliare la cappella originaria.

Non si hanno notizie certe riguardo la fondazione della chiesa di San Rocco. Le prime descrizioni dell’edificio e i primi documenti certi riguardanti la chiesa risalgono al periodo delle visite pastorali del vescovo milanese Carlo Borromeo. In particolare sappiamo che nel 1524 Maddalena, figlia di Stefano di Lingino, abitante a Somma, morendo a causa della peste, lascia parte dei suoi beni alla chiesa di San Rocco: in quella data doveva quindi già esistere un edificio di culto dedicato al santo protettore degli appestati. La prima planimetria dell’edificio è stata prodotta in seguito alla visita pastorale condotta dal Borromeo nel 1570: nella pianta la chiesa originaria appare come un edificio rettangolare, a navata unica terminante in un’abside anch’essa rettangolare in cui è collocato l’altare.

A partire dalla metà del Seicento si parla dei lavori per l’erezione di una nuova chiesa, più precisamente in un documento del 1648 il card. Federico Visconti la descrive come imponente; nei documenti relativi ad una successiva visita pastorale condotta nel 1707, viene ribadito il fatto che fuori dall’oratorio di S. Rocco si sta costruendo un nuovo edificio con pianta a croce.

Alla fine del Settecento la nuova chiesa di San Rocco risulta ancora incompiuta e comincia ad affiorare l’idea di vendere l’intero edificio; prima testimonianza risale al 1788, quando si pensò di demolire la chiesa esterna per utilizzare il materiale nella costruzione del cimitero comunale; nonostante il consenso dato dalle autorità, i membri della confraternita si opposero dimostrando che il comune avrebbe comunque potuto ricavare un piccolo profitto.

Durante la Prima Guerra Mondiale la chiesa di San Rocco venne requisita e trasformata in magazzino dell’aviazione; liberata nel 1919 dal materiale e dai militari che l’avevano occupata viene restituita alla parrocchia di Somma. L’edificio, al termine dell’occupazione si presentava in notevole stato di degrado: i parapetti e la balaustra dell’altare risultavano danneggiati in diversi punti, i vetri delle finestre erano rotti e i muri avevano subito diversi danni.

Descrizione dell’edificio

La chiesa di San Rocco risulta costituita da due corpi di fabbrica uno inglobato nell’altro, formando nel complesso un edificio absidato a pianta centrale. Il corpo di fabbrica più piccolo, quello interno e corrispondente all’ingombro della cappella originale, misura circa sei metri in larghezza e tredici in lunghezza.

Vista Aerea della Chiesa di San Rocco

L’edificio primitivo, il cui ingombro originale è indicato da due archi ribassati traversi, presentava una terminazione ad abside piatta, coperta da tetto a due spioventi. Di questa costruzione rimangono oggi solo i due muri laterali, poveri di elementi architettonici decorativi.

Sicuramente successive sono le due cappelle collocate verso l’ingresso settentrionale, che nella loro struttura poggiano contro i muri della successiva chiesa, come successivi sono gli interventi di demolizione dell’abside e della facciata per collegare il nucleo originario all’edificio esterno. Infine, negli anni Settanta del secolo scorso, venne abbattuta l’abside piatta, per ampliare l’edificio sfruttando il coro della chiesa esterna, venne quindi strappato l’affresco databile alla prima metà del Cinquecento collocato attualmente sulla parete sinistra entrando.

Tra il XVI e il XVII secolo venne realizzato attorno alla cappella più antica un nuovo edificio a pianta centrale: la pianta può essere schematizzata in una croce greca, sulla quale si innesta l’abside e il cui transetto è chiuso da due cappelle a terminazione piatta; negli spazi tra i bracci della croce sono ricavati quattro ambienti, uno dei quali è attualmente utilizzato come sacrestia; esternamente l’edificio assume quindi la forma di un quadrilatero, completato su un lato dall’abside.

La copertura di questa chiesa era prevista con volte a botte costolonate per i quattro bracci della croce, mentre per la zona di incrocio tra transetto e navata si può ipotizzare una copertura a grande crociera o la realizzazione di una cupola con catino semplice o sorretto da tamburo. Osservando il muro edificato all’incrocio dei due bracci, che si raccorda a 45° formando un ispessimento a triangolo, si può dedurre che la soluzione architettonica da attuare doveva essere una grande volta a crociera.

Curiosità

Risulta ad oggi ancora aperto il dibattito sulla paternità del progetto della chiesa esterna di S. Rocco, attribuita dai più all’architetto bolognese Pellegrino Tibaldi (detto Pellegrini). Sicuramente l’imponenza della chiesa maggiore di San Rocco e il fatto che il Pellegrini fosse considerato architetto della Curia di Milano durante il mandato del Card. Carlo Borromeo, vanno ad avvalorare l’ipotesi che vede attribuire il progetto al Pellegrini. Molte erano, infatti, le opere a lui affidate e molti i consigli a lui richiesti per la soluzione dei problemi più disparati; se non veniva affidata a lui la progettazione dei nuovi edifici, poiché già oberato da un buon numero di lavori, gli veniva comunque richiesta una costante consulenza. È molto probabile quindi che se anche il progetto non viene ufficialmente attribuito al Pellegrini, vi siano molti elementi e soluzioni architettoniche che rientrano nel suo modus construendi.

Chiesa San Rocco - Parrocchia S. Agnese Somma Lombardo (Varese).